Pubblicazioni accademiche

Prof. Simone Duchi

Un testimone attendibile. La fondatezza del sapere credente alla prova della veracità di Gesù

in La Scuola Cattolica 146 (2018) 597-620

Il saggio intende offrire un’illustrazione del legame tra protocollo teologico-fondamentale e sistematico in rapporto al sapere di Gesù. La classica sintesi scolastica facente leva sulla sua visione beata come conditio sine qua non della tenuta di quel legame è messa anzitutto alla prova delle proprie esigenze. Le giuste istanze ed i limiti riscontrati spronano alla rinnovata esplorazione di un ambito decisivo per il sapere della fede che crede vero quel che Gesù, Figlio di Dio fatto uomo, ha rivelato. Se questa vicenda umana non ha solo portata strumentale e dimostrativa, bensì costitutiva della realtà divina, allora l’evidenza che Gesù ha del Padre coincide con la libera esperienza che ne fa. Il sapere che Gesù matura di Dio è dunque nominabile come fede, che con pieno merito attesta la forza salvifica della verità divina. La consistenza umana di questa trova in Cristo, Logos incarnato, l’originaria misura della propria credibilità, motore d’ogni testimonianza a suo riguardo.


Prof. Romano Dasti (con Pietro Carelli)

Crema in guerra 1915-1918

Centro Ricerca Alfredo Galmozzi, Crema 2018

In occasione del centenario della fine della prima guerra mondiale il Centro Ricerca Alfredo Galmozzi di Crema ha pubblicato il volume Crema in guerra 1915-1918, curato da Romano Dasti e Piero Carelli. Il libro raccoglie diversi contributi legati in gran parte a come la Città ed il territorio abbiano vissuto gli anni del conflitto. I vari saggi sono distribuiti in quattro sezioni: Posizioni a confronto, La Città in guerra, Echi dal fronte, La memoria collettiva. La prima sezione, dedicata allo scandaglio delle posizioni dei principali schieramenti culturali-politici dell’epoca, ossia cattolici, liberali e socialisti, contiene un saggio di Romano Dasti su “Il ruolo del clero nell’opposizione alla guerra”. Il saggio documenta come nel Cremasco gran parte del clero abbia svolto un ruolo di opposizione al conflitto in corso, rimanendo molto distante dalla retorica bellicista fortemente incentivata dalla autorità governative. Tali posizioni, influenzate dal deputato Guido Miglioli, hanno caratterizzato anche buona parte del clero cremonese e lodigiano.


Prof. Elena Bulzi e Flaminio Fonte

Maria luce di Dio

Ed. Paoline, Milano 2018

Specialmente quando è espressione della fede, l’arte è capace di parlare a chiunque, superando differenze culturali e sociali. Questo volume intende illuminare alcuni aspetti dell’inesauribile mistero di Maria, figlia e madre di Dio al tempo stesso, attraverso immagini di opere d’arte accompagnate da linee interpretative e approfondimenti.

Quasi a fare da contrappunto, i diversi brani biblici che dettano il “tema” sono seguiti da un commento visto in primo luogo come percorso per “dare sapore alla vita”. I passi scritturistici, perciò, sono presentati con la dovuta attenzione agli esiti degli studi esegetici, ma soprattutto con l’intento di “viverli dal di dentro”, cioè di farne emergere tutta la vitalità, ancora capace di sorprendere a distanza di molti secoli.

Di immagine in immagine, di parola in parola, Maria diventa luce che rischiara costantemente la nostra vita e conduce al cuore stesso del mistero di Dio.


Prof. Giovanni Bombelli

Diritto, comportamenti e forme di “credenza”

Giappichelli, Torino 2018

Il diritto è una realtà complessa nella quale i comportamenti si in­trecciano ad un insieme di “credenze” esplicite e implicite. L’analisi dell’esperienza giuridica ordinaria rivela, anche nel confronto critico con alcune prospettive teorico-giuridiche, come essa sottenda la sedi­mentazione di un orizzonte articolato di assunzioni e presupposizioni ascrivibile al senso comune e ai contesti entro i quali si struttura. Ciò consente o, meglio, ha consentito di concettualizzare il diritto come dimensione unitaria, anche in chiave ordinamentale, nonché di legit­timare gli assetti politico-istituzionali. Alcune attuali dinamiche socio-giuridiche, come ad esempio i processi di globalizzazione, sembrano progressivamente riplasmare e forse obliare tale plesso concettuale, determinando una profonda riconfigurazione non solo della prassi e degli ordinamenti ma, in ultima analisi, anche dei paradigmi interpre­tativi.


Prof. Marzio Gatti (con la prof. Monica Tassi)

Religione, magia e rito negli studi di Marc Augé

Ibis, Como – Pavia 2018

L’antropologo Marc Augé appartiene a quella generazione di ricercatori sul campo che hanno avviato la propria carriera in Africa al momento della decolonizzazione, evento cruciale che ha imposto la necessità di una radicale rimessa in gioco dei fondamenti della disciplina etnologica.
Gli studi di Augé indicano la necessità di intraprendere percorsi di reciprocità culturale attraverso una nuova apertura sociale e simbolica, con alle spalle l’eredità di una disciplina ormai forte delle grandi esperienze intellettuali dello strutturalismo di Lévi-Strauss e davanti un mondo avviato verso la globalizzazione.
La sua ricerca è in grado di sollecitare nuovi raccordi interdisciplinari ponendo al centro dell’analisi un nuovo oggetto che è la pratica relazionale in cui confluiscono le definizioni antropologiche, le istituzioni sociali e le strutture simboliche. Ciò vale anche per l’ambito religioso, dove costruzioni interamente umane di tipo storico-sociale e insieme simboliche costringono a un confronto-scontro tra la presunta universalità religiosa e la tangibilità delle differenze profonde delle culture.


Prof. Emanuele Campagnoli

Immaginazione e indifferenza a partire dal Frammento 531L di Blaise Pascal

in Teologia, 43 (2018) pagg. 236-261

L’evangelizzatore si trova oggi a fronteggiare il muro di gomma dell’indifferenza. Ma cos’è l’indifferenza? La tesi che sottostà al presente articolo è che tale affezione del cuore non sia una realtà univoca: vi sono due indifferenze, ben diverse tra loro sia per il contenuto (ciò che è messo tra parentesi), sia per la forma (il modo con cui si mette tra parentesi). E se l’una (l’indifferenza chiudente) caratterizza lo stile di vita del super-uomo contemporaneo, l’altra (l’indifferenza aprente) è prerogativa di Dio e del Santo. Tale doppia forma d’indifferenza viene qui ampiamente illustrata all’interno degli scritti di Pascal, prendendo come spunto iniziale l’enigmatico riferimento ai due giri dell’immaginazione, contenuto nel frammento 531L. L’esame della doppia indifferenza permetterà, in conclusione, di tratteggiare tre principi regolativi per il cammino della nuova evangelizzazione: fare altrimenti, invece che fare di più; uscire dalla mondanità; riformare invece che riorganizzare.


Prof. Emanuele Campagnoli

Pensare a Dio. Percorsi di filosofia teologica

Stamen, Roma 2018

Il presente testo entra in quel grande dialogo che ruota attorno al mistero di Dio, del suo Nome, della sua Presenza e del suo Volto. Si passa da un filosofo all’altro, senza ordine di tempo, cercando di cogliere da ciascuno uno stimolo, un frammento che orienti a pensare a Dio piuttosto che pensare Dio. Il filo rosso che le pagine offrono è dato dal passare dal privilegiare la categoria del bisogno — categoria che rischia facilmente di farci precipitare nelle trappole dell’idolo — all’eleggere quella del desiderio — categoria che ci apre all’Altro, nel rispetto della sua più decisiva intimità (interior intimo meo) e, contemporaneamente, della sua più resistente alterità (superior summo meo). Un desiderio, in particolare, verrà portato alla luce: quello di amare ed essere amati.